Accordo Tremonti: l’ultima spiaggia

Il Governo ha tentato di porre un argine all’emergenza sociale legata al tasso crescente dei mutui, siglando accordo con l'Abi, Associazione delle Banche Italiane.

Le banche che aderiscono alla convenzione devono proporre la rinegoziazione a tutti coloro che hanno con loro stipulato, prima del 29 maggio 2008, un mu­tuo a tasso variabile, anche quelli "in sofferenza", cioè che non hanno pagato alcune delle rate: a costoro, pertanto, deve già essere arrivata una lettera della banca con la proposta di rinegoziare il mutuo secondo le condizioni previste dal cosiddetto "accordo Tremonti".

Le nuove condizioni consentono la riduzione della rata del mutuo, ma la durata del mutuo si prolunga: l’operazione consente, quindi, di alleggerire la situazione di chi si trova in difficoltà, però, alla fine, facen­do i conti, l’importo complessivamente pagato sarà notevolmente superiore, come ha dimostrato un inchiesta di Altroconsumo (mese di settembre).

In alternativa potrebbe essere conveniente, ad esempio, cercare un'altra banca, che offra condizioni migliori, trasferendo il mutuo senza spese e senza formalità burocratiche: è questa la cosiddetta “portabilità dei mutui” prevista dalla Legge n. 40/2008.

Oppure, il mutuatario potrebbe, con una semplice scrittura privata, senza bisogno di notaio, rinegoziare il mutuo con la stessa banca (ad esempio, riducendo i tassi), magari minacciando di passare ad altro istituto.  

In conclusione, l'accordo Tremonti è utile solo a coloro che hanno già avuto difficoltà a pagare delle rate ed sono pertanto considerati “in sofferenza” dalla banca: infatti, costoro, avendo poco peso contrattuale, non saranno in grado di trovare un’altra banca o di rinegoziare condizioni più favorevoli con la propria banca. Insomma, come ha accertato l’inchiesta di Altroconsumo, con tanto di tabelle, l’accordo Tremonti è da considerarsi l’ultima spiaggia.

 

25 settembre 2008