I familiari hanno il diritto di accedere gratuitamente ai dati personali contenuti nella documentazione bancaria dei defunti.

Sembra una cosa logica ma, evidentemente non lo era così tanto, visto che c’è stato bisogno di un provvedimento del Garante della Privacy.

Questi, in data 17 luglio 2008, ha accolto il ricorso di un cittadino contro una banca che si era rifiutata di fornirgli gratuitamente i dati personali relativi ai rapporti intercorsi con il padre defunto: la banca resistente aveva omesso di comunicare, in dettaglio e in forma intelligibile, tutti i dati personali relativi ai rapporti intrattenuti dal de cuius con l'istituto di credito, limitandosi a indicare soltanto alcuni dati sintetici, relativi alla situazione del rapporto di conto corrente all'epoca del decesso.

In particolare, il Garante ha fatto distinzione tra la normale procedura per l'accesso alla documentazione bancaria regolamentato dal Testo unico bancario (che consente al cliente di ottenere copia di atti interi e documenti bancari contenenti o meno dati personali), i cui costi sono a carico del richiedente ed il caso specifico del diritto all'accesso ai dati personali del familiare defunto che deve essere invece gratuito: solo quando l'estrazione dei dati risulti particolarmente difficoltosa, il riscontro alla richiesta dell'interessato "può avvenire anche attraverso l'esibizione o la consegna in copia di atti e documenti contenenti i dati personali richiesti" (art. 10, comma 4, del Codice); altrimenti, l'esercizio del diritto di accesso ai dati personali deve essere garantito gratuitamente e non può essere condizionato a quanto statuito, ad altri fini, dal Testo Unico in materia bancaria e creditizia in riferimento al distinto diritto del cliente di ottenere copia di interi atti e documenti bancari contenenti o meno dati personali. Naturalmente, i dati devono essere messi a disposizione in modo intelligibile (e quindi con l'indicazione del significato di eventuali codici, sigle, ecc.) e con l'oscuramento di quelli relativi a terzi

Accogliendo il ricorso, dunque, il Garante ha ordinato alla banca di corrispondere, nei limiti e con le modalità di cui all'art. 10 del Codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196), alla richiesta di accedere a tutti i dati personali relativi al de cuius, ivi compresi i dati contenuti nei contratti stipulati e quelli di cui agli estratti conto o alle movimentazioni bancarie.

21 ottobre 2008