Il ritardo del treno e la sporcizia delle carrozze devono essere risarciti

Con sentenza del  4 luglio 2008, n. 890, il Giudice di Pace di Novara ha condannato la società che gestisce il trasporto su treni a risarcire i danni ad un passeggero a causa dei ritardi con cui ha effettuato i viaggi in treno ed a causa delle pessime condizioni della sala d’aspetto della stazione.

Il viaggiatore aveva lamentato numerosi ritardi dei treni (anche di oltre 30 minuti) in varie date: ciò aveva fatto sì che egli arrivasse sul luogo di lavoro in ritardo di un'ora e venti minuti (e anche oltre), provocando il malcontento di superiori, colleghi e utenti, sottraendo tempo alla propria famiglia, dovendo l’attore fermarsi sul luogo di lavoro a recuperare 1e ore perse a causa dei ritardi, provocando stato di disagio, stanchezza, rabbia e stress, mancati aumenti di stipendi, mancata partecipazione agli incentivi e mancate promozioni.

Lamentava inoltre il viaggiatore 1o stato di disagio derivante dalle precarie condizioni igieniche dei treni, sporchi e impregnati di polvere oltre i limiti di tollerabilità, e dall’inadeguatezza della sala di attesa della stazione, spesso priva di aria condizionata quando la temperatura esterna è elevata, e di riscaldamento quando la temperatura atmosferica è fredda, disagio accentuato da1 fatto che le due porte di accesso sono sempre aperte esponendo il pubblico alle correnti d'aria.

Il Giudice di Pace accertava in giudizio che, effettivamente, in molteplici occasioni, il treno aveva subito notevoli ritardi, per cui il viaggiatore aveva perso la coincidenza con altro treno, giungendo conseguentemente con consistenti ritardi sul proprio posto di lavoro presso il Comune, con relativi disagi e negative conseguenze.

Tali ritardi erano sicuramente da addebitare a responsabilità della società che gestisce il trasporto, la quale, pur eseguendo la normali (“di routine”) operazioni di manutenzione, non è stata in grado di assicurare il regolare funzionamento dei treni, suo preciso dovere nei confronti dell’utenza. Pure la sporcizia dei sedili (a volte anche rotti) e in genere dei treni in questione e le condizioni molto disagevoli per l’utenza nella sala di attesa della stazione devono essere evidentemente addebitate alla scarsa diligenza nella manutenzione dei treni e della sala d’aspetto stessa.

Per questi fatti (e solo per questi, essendo le altre circostanze lamentate dall’attore carenti di valida prova e privi di rilevanza giuridica) il Giudice ha affermato il diritto del viaggiatore ad ottenere il risarcimento dei danni da lui subiti, danni che, pur esistenti, non sono e non possono essere determinati nella loro precisa entità e pertanto, secondo l’art. 1226 del codice civile, sono stati liquidati in via equitativa in euro 500,00.

 

 7 novembre 2008