Il verbale con l’autovelox deve essere annullato in caso di mancata contestazione immediata sulle strade non “pericolose”

Con una sentenza del 13 ottobre 2008, il Giudice di Pace di Lecce  ha annullato un verbale dei Vigili Urbani per eccesso di velocità rilevato con autovelox perché non era stato contestato immediatamente all’automobilista, nonostante che la strada non fosse stata classificata fra quelle “pericolose” dal Prefetto.

L’art. 201 Codice della Strada, dopo la recente modifica, ha escluso l’obbligo di contestazione immediata nelle strade indicate dal Prefetto competente con apposito decreto; tuttavia, se la strada ove è stata rilevata l’infrazione in questione non rientri in tale casistica, la contestazione immediata è necessaria, così come previsto sia dall’art. 200, comma 1, del Codice della Strada (e dalla Corte di Cassazione), altrimenti si lede il diritto del cittadino ad esporre eventuali osservazioni e giustificazioni.

Inoltre, a norma dell’art.201 C.d.S., i motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, devono essere indicati nel verbale da notificare al trasgressore con congrua e non generica né preordinata esposizione.

Nel verbale impugnato si leggeva: “Velocità rilevata con apposito apparecchio che consente la determinazione dell’illecito in tempo successivo dopo che il veicolo oggetto della rilevazione è a distanza dal posto di accertamento e comunque la pattuglia a valle, appositamente predisposta, era impegnata nella contestazione di altra violazione ai limiti di velocità”. Tale motivazione oltre che generica e “standardizzata” appare confusa e contraddittoria, perché non è dato capire se l’infrazione non è stata contestata immediatamente perché l’apparecchiatura consente la rilevazione dell’illecito in tempo successivo o perché la pattuglia era impegnata in altra contestazione.

Il Giudice di Pace osserva che, pur non intendendo vagliare l’organizzazione del servizio della Pubblica Amministrazione per la rilevazione e contestazione immediata delle infrazioni, non può ignorare che presso il suo ufficio pendono centinaia di ricorsi per fattispecie identiche nelle quali i verbalizzanti hanno fornito sempre le medesime giustificazioni; tali giustificazioni non possono ritenersi valide e plausibili, considerato che, non rientrando la via incriminata tra le strade individuate dal Prefetto nelle quali non è necessario procedere alla contestazione immediata, di fatto, dato l’alto numero di mancate contestazioni, beneficia, ingiustificatamente, dello stesso regime di dette strade.

Quanto sopra detto rende illegittimo il verbale di accertamento di cui innanzi che va quindi annullato.

 1 dicembre 2008